Disney+: lo streaming con la bacchetta magica

Lo scrigno dei ricordi

Ci sono emozioni difficili da descrivere, spesso perché l’atto stesso di volerle trasformare in parole farebbe perdere valore al momento che ce le ha fatte provare.
Ci sono ricordi così emozionanti che ci portiamo dietro da tutta la vita.
Chi di noi riuscirebbe mai a spiegare attraverso le parole la nostra prima volta sulle giostre?
Oppure la prima pedalata in bici senza rotelle, il primo bagno al mare l’estate dopo la prima elementare?
Sono tutti ricordi indissolubilmente impressi nella nostra memoria, che non conoscono traduzione verbale.

Alcune di queste emozioni le abbiamo cominciate a provare ancor prima che capissimo il significato della parola “emozione”.
Chi non ricorda il giorno in cui per la prima volta abbiamo visto uno strano oggetto nero, rettangolare e con due buchi bianchi essere mangiato da un aggeggio grottesco?
Uno strumento che, una volta divorata la VHS, riusciva incredibilmente a far prendere forma e anima a dei personaggi magici sullo schermo del nostro buffo televisore dallo schermo curvo.
Beh, sono proprio questi i ricordi che non vorremmo mai dimenticare, sono proprio queste le emozioni che non riusciremo mai a descrivere.
In questi giorni così atipici, abbiamo voluto riportare a galla alcune di queste emozioni legate alla nostra infanzia, attraverso i cartoni animati che più ci hanno fatto sognare: i film d’animazione Disney!

Disney +

Per riuscire a regalare un momento di leggerezza durante uno dei periodi più complessi per il popolo italiano, abbiamo voluto lanciare un contest attraverso i nostri canali social.
In occasione dell’uscita in Italia della tanto attesa piattaforma di streaming Disney Plus abbiamo reso omaggio ad alcuni dei film d’animazione che hanno segnato la storia ed il successo della multinazionale statunitense dal 1923 ad oggi.

Disney + con oltre 500 film, 26 produzioni originali esclusive, tra film e serie, e migliaia di episodi televisivi di Disney, Pixar, Marvel, Star Wars, National Geographic e altri, è la nuova casa dello streaming di alcune delle storie più amate al mondo.

Il contest

Abbiamo dato il via alle danze realizzando sei poster dal design minimal dei film Disney più riconosciuti, premiati ed apprezzati al mondo, invitando il pubblico delle nostre pagine a commentare con il titolo del loro prodotto cinematografico Disney preferito.
Così commento dopo commento ci siamo messi a lavoro come piccoli topini laboriosi per disegnare e cucire il minimal poster su misura per ogni richiesta ricevuta.

Il nostro è stato un social contest un po’ fuori dagli schemi, perché a differenza dei contest che siamo soliti vedere sui social media, non prevedeva vinti, ma soltanto vincitori.
Abbiamo risposto ad ogni commento con un minimal poster interamente realizzato da noi, finendo così per creare oltre 30 illustrazioni a tema Disney!
L’impresa non è stata delle più semplici, lo ammettiamo, ma senz’altro è stata tra le più divertenti tra quelle che il nostro lavoro è in grado di offrirci ogni giorno.
L’idea di essere riusciti a strappare un sorriso a qualcuno, anche solo per un’istante, ci ha reso veramente entusiasti!

Socialità sui social

All’inizio di questo articolo abbiamo citato alcune delle emozioni – positive – impossibili da descrivere, ma oggi, purtroppo, ci risulta altrettanto difficile riuscire a parlare dell’angoscia che in questo momento scandisce le ore delle nostre giornate e della paura che riempie le strade e le piazze vuote del nostro paese, immagini che difficilmente riusciremo a dimenticare. Abbiamo dunque deciso di lottare contro questo nemico invisibile con l’unica arma che abbiamo in possesso: la socialità.
In quanto agenzia di comunicazione vogliamo far fede all’etimologia della parola stessa che ci classifica, e vogliamo pertanto “mettere in comune” ciò che di positivo siamo riusciti a fare.

Sono quelli appena descritti i motivi per cui abbiamo deciso di rendere i nostri lavori open source, e rendere i nostri minimal poster scaricabili gratuitamente per essere utilizzati come wallpaper per i vostri (e nostri) smartphone.
Abbiamo provato a regalarvi un po’ di magia per riuscire a volare via su un tappeto orientale – almeno con la fantasia – dal difficile momento che stiamo attraversando.
Come mezzo per riuscire nel nostro intento abbiamo utilizzato il mondo Disney, da sempre in grado di trasmetterci tante lezioni di vita importanti.
Oggi, più che mai, ci sembra corretto citare una di quest’ultime in particolare, per offrire a tutti noi un motivo in più per resistere:

“Il fiore che sboccia nelle avversità è il più raro e il più bello di tutti.” 🌸

#andràtuttobene

Scarica qui i tuoi sfondi Disney preferiti!

la politica sui social

Anche la politica “lancia il sasso” sui social

Comunicazione politica e mezzi di comunicazione: un legame indissolubile e sempre in trasformazione, un connubio che ha modificato il modo di fare politica, di comunicare e, da parte dei cittadini, di approcciarsi ad essa.

Dall’avvento della radio alla televisione, dalla diffusione del web alla ribalta dei social network, nel corso dei decenni, l’evoluzione del “far politica” si è andata plasmando anche in relazione al come poterla comunicare.

La politica, infatti, ha fatto leva soprattutto sulle enormi potenzialità dei social, i politici hanno ben compreso la notevole cassa di risonanza dei new media e hanno trovato, dunque, un terreno fertilissimo per una comunicazione che miri a ingraziarsi l’elettorato.

Ideali, valori, considerazioni, propaganda elettorale: non più comizi e santini di partito, la nuova comunicazione istituzionale si avvale di tastiera e schermo, d’altronde, come si suol dire, i tempi corrono e con essi anche la comunicazione.

La scelta social di Conte

Ma se è vero che i tempi cambiano, è anche vero che è impossibile prevedere situazioni come quella che sta vivendo in questi giorni la nostra società in fuga dal virus.

E se l’intera popolazione nel fuggire non può fare altro che seguire minuziosamente le direttive, c’è chi le direttive deve per forza dettarle.

A tal proposito, il giornalista Corrado Augias ospite al programma “Otto e mezzo”, afferma che Conte “sta facendo cose che nessun Presidente del Consiglio dal 1948 a oggi ha mai dovuto fare”, sia dal punto di vista prettamente politico, sia da quello comunicativo con la scelta di utilizzare Facebook come canale per parlare alla Nazione, il che è sicuramente una novità.

È evidente che comunicazione politica e mezzi di comunicazione vadano a braccetto a livello globale perché, se la strategia comunicativa di Obama alle elezioni presidenziali del 2008 aveva incuriosito e stupito, a maggior ragione per il risultato ottenuto dall’ex Presidente degli Stati Uniti, lo stesso si può dire per il nostro Rappresentante a capo del Consiglio dei Ministri che, attraverso una diretta Facebook dal proprio profilo personale e su Youtube, sta gestendo un’emergenza di tale importanza.

Moltissime e immediate sono state le polemiche che si sono mosse contro il Premier, accusato appunto di aver adoperato, per affrontare un argomento delicato, il social network e non gli strumenti istituzionali come la sala stampa di Palazzo Chigi o la Rai.

I canali televisivi pubblici e privati, avvisati per tempo, hanno comunque trasmetto in diretta le dichiarazioni di Conte attraverso collegamento diretto al segnale audio-video fornito dalla sala regia della Presidenza del Consiglio.

Quali sono, dunque, le motivazioni che lo hanno spinto ad uscire fuori dagli schemi classici della comunicazione istituzionale?

La risposta è stata immediatamente comunicata in una nota del Governo: la decisione di usare Youtube e il social network è “una modalità consueta, scelta per raggiungere un ampio numero di destinatari”.

Inoltre, facendo riferimento a dati raccolti dagli uffici preposti di Palazzo Chigi, questa strategia comunicativa sarebbe la più indicata per raggiungere un target maggiore, infatti, prenderebbe in considerazione anche “le persone sorde e con ipoacusia che hanno potuto seguire le dichiarazioni del Presidente con traduzione Lis sul segnale Youtube della Presidenza del Consiglio a loro dedicato”.

Alla base ci sarebbe una maggiore visualizzazione, quindi, e di sicuro anche la semplicità e l’immediatezza di fare una comunicazione.

Semplice, dal punto di vista strumentale, perché, senza mettere in moto la grande macchina comunicativa del Governo, è stato possibile comunicare attraverso la piattaforma di Zuckerberg; immediato, dal punto di vista della condivisione, perché ormai tutti possiedono un profilo Facebook e in tanti hanno condiviso in presa diretta il live di Conte, informando e sintonizzando, dunque, tutti coloro che non ne erano ancora a conoscenza. 

A queste caratteristiche tecniche del Social network, va aggiunto anche un ulteriore dato: l’aumento del tempo trascorso su Facebook ai tempi del Coronavirus.

Secondo il quotidiano “La Repubblica”, infatti, “le visualizzazioni delle dirette – Instagram e Facebook Live – sono raddoppiate nell’arco di una settimana”.

L’ora della diretta… una scelta mirata?

Sabato 21 Marzo alle ore 22:30, in una delle fasce orarie di punta del traffico sui social, il Premier Conte annuncia con un post l’imminente inizio di una diretta per parlare agli italiani.

Dunque, a parte l’urgenza del dover comunicare e l’immediatezza dello strumento social, è forse stato l’orario un’altra determinante per scegliere come mezzo di comunicazione la diretta Facebook?

Vista l’ora e sfruttando la maggiore possibilità di condivisione virtuale, Conte ha forse così deciso di “lanciare il sasso” sulla piattaforma di Zuckerberg per aumentare il propagarsi dell’”onda” di risonanza.

Nato con l’obiettivo di essere una vera “piazza” sociale, un non luogo in cui riunirsi, informarsi e scambiarsi informazioni, Facebook, ai tempi del #restateacasa, è diventato l’unico “vero” palcoscenico di una vita reale reclusa e compromessa.

Tutti sui social, nelle modalità e con l’emotività dei social e… con i tempi del social.

Anche la politica.

Spopola Tik-Tok

Fondata in Cina nel 2015 da Alex Zhu e Luyu Yang, terza app più scaricata nel primo trimestre del 2019, con 188 milioni di nuovi utenti, disponibile in 155 paesi e in 75 lingue diverse, con più di 1 milione di video al giorno visualizzati: stiamo parlando di Tik-Tok, il fenomeno social del momento che, per certi aspetti, sta superando i numeri di colossi come Facebook e Instagram.

Cos’è Tik-Tok?

Tik-Tok è una piattaforma social che ruota intorno ai video.
L’app, infatti, permette di realizzare e condividere video, di una durata compresa tra i 15 e i 60 secondi, con un’ampia possibilità di personalizzare le performance digitali sia attraverso filtri, transizioni ed effetti, sia attingendo ad un’ampia libreria musicale.
Tra tutti i social è sicuramente quello che lascia un’elevata libertà alla creatività degli utenti.


Anche per questa ragione, sin dal principio, gli sviluppatori hanno mirato ad un target di riferimento ben preciso: gli under 18.
L’app, infatti, è popolata da milioni di giovanissimi che, oltre a editare e pubblicare video, possono semplicemente visionare i contenuti degli altri utenti, dando in questo modo una doppia anima alla piattaforma: sia come strumento di condivisione che come canale di intrattenimento (un po’ come succede nel caso di Youtube).

Quali sono le caratteristiche particolari di questo nuovo social?

In primis, a differenza degli altri social, non si deve effettuare nessuna registrazione per usufruire dei contenuti.
Ciò che, invece, accumuna Tik Tok alle altre piattaforme social è sicuramente la possibilità di poter effettuare moltissime azioni come, ad esempio, seguire gli account preferiti, lasciare like, commenti e condividere i video che si apprezzano maggiormente.

Un‘altra funzionalità interessante è la ricerca non solo per hashtag o profili, ma anche per traccia audio, in modo da vedere chi altro ha creato contenuti simili.
Tutto questo ha l’obiettivo di stringere sempre più le maglie tra gli utenti, di creare una vera e propria rete di condivisione, aumentando i contenuti e la loro specificità tematica.
Questa funzionalità è ben sviluppata grazie ad un’ottima organizzazione dei diversi contenuti (per esempio suddivisi in diverse sezioni).


Molto in voga sono le Challenge, spesso lanciate dai brand, utilizzate allo scopo di coinvolgere altri utenti stimolandoli a realizzare nuove clip.
Non c’è da meravigliarsi se le grandi marche e influencer abbiano iniziato ad utilizzare Tik Tok per commercializzare i propri prodotti rivolgendosi ad un target specifico fino a questo momento difficile da raggiungere se non per mezzo della televisione, appunto la Generazione Z (i nati dal 1995 in poi).
Nonostante i numeri impressionanti, TikTok ha ancora grandi margini di crescita.


Il futuro è in mano ai giovani… si fermeranno a TikTok o busseranno alla porta di un nuovo Social?