Anche la politica “lancia il sasso” sui social

25 Marzo, 2020

Anche la politica “lancia il sasso” sui social

25 Marzo, 2020

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Comunicazione politica e mezzi di comunicazione: un legame indissolubile e sempre in trasformazione, un connubio che ha modificato il modo di fare politica, di comunicare e, da parte dei cittadini, di approcciarsi ad essa.

Dall’avvento della radio alla televisione, dalla diffusione del web alla ribalta dei social network, nel corso dei decenni, l’evoluzione del “far politica” si è andata plasmando anche in relazione al come poterla comunicare.

La politica, infatti, ha fatto leva soprattutto sulle enormi potenzialità dei social, i politici hanno ben compreso la notevole cassa di risonanza dei new media e hanno trovato, dunque, un terreno fertilissimo per una comunicazione che miri a ingraziarsi l’elettorato.

Ideali, valori, considerazioni, propaganda elettorale: non più comizi e santini di partito, la nuova comunicazione istituzionale si avvale di tastiera e schermo, d’altronde, come si suol dire, i tempi corrono e con essi anche la comunicazione.

La scelta social di Conte

Ma se è vero che i tempi cambiano, è anche vero che è impossibile prevedere situazioni come quella che sta vivendo in questi giorni la nostra società in fuga dal virus.

E se l’intera popolazione nel fuggire non può fare altro che seguire minuziosamente le direttive, c’è chi le direttive deve per forza dettarle.

A tal proposito, il giornalista Corrado Augias ospite al programma “Otto e mezzo”, afferma che Conte “sta facendo cose che nessun Presidente del Consiglio dal 1948 a oggi ha mai dovuto fare”, sia dal punto di vista prettamente politico, sia da quello comunicativo con la scelta di utilizzare Facebook come canale per parlare alla Nazione, il che è sicuramente una novità.

È evidente che comunicazione politica e mezzi di comunicazione vadano a braccetto a livello globale perché, se la strategia comunicativa di Obama alle elezioni presidenziali del 2008 aveva incuriosito e stupito, a maggior ragione per il risultato ottenuto dall’ex Presidente degli Stati Uniti, lo stesso si può dire per il nostro Rappresentante a capo del Consiglio dei Ministri che, attraverso una diretta Facebook dal proprio profilo personale e su Youtube, sta gestendo un’emergenza di tale importanza.

Moltissime e immediate sono state le polemiche che si sono mosse contro il Premier, accusato appunto di aver adoperato, per affrontare un argomento delicato, il social network e non gli strumenti istituzionali come la sala stampa di Palazzo Chigi o la Rai.

I canali televisivi pubblici e privati, avvisati per tempo, hanno comunque trasmetto in diretta le dichiarazioni di Conte attraverso collegamento diretto al segnale audio-video fornito dalla sala regia della Presidenza del Consiglio.

Quali sono, dunque, le motivazioni che lo hanno spinto ad uscire fuori dagli schemi classici della comunicazione istituzionale?

La risposta è stata immediatamente comunicata in una nota del Governo: la decisione di usare Youtube e il social network è “una modalità consueta, scelta per raggiungere un ampio numero di destinatari”.

Inoltre, facendo riferimento a dati raccolti dagli uffici preposti di Palazzo Chigi, questa strategia comunicativa sarebbe la più indicata per raggiungere un target maggiore, infatti, prenderebbe in considerazione anche “le persone sorde e con ipoacusia che hanno potuto seguire le dichiarazioni del Presidente con traduzione Lis sul segnale Youtube della Presidenza del Consiglio a loro dedicato”.

Alla base ci sarebbe una maggiore visualizzazione, quindi, e di sicuro anche la semplicità e l’immediatezza di fare una comunicazione.

Semplice, dal punto di vista strumentale, perché, senza mettere in moto la grande macchina comunicativa del Governo, è stato possibile comunicare attraverso la piattaforma di Zuckerberg; immediato, dal punto di vista della condivisione, perché ormai tutti possiedono un profilo Facebook e in tanti hanno condiviso in presa diretta il live di Conte, informando e sintonizzando, dunque, tutti coloro che non ne erano ancora a conoscenza. 

A queste caratteristiche tecniche del Social network, va aggiunto anche un ulteriore dato: l’aumento del tempo trascorso su Facebook ai tempi del Coronavirus.

Secondo il quotidiano “La Repubblica”, infatti, “le visualizzazioni delle dirette – Instagram e Facebook Live – sono raddoppiate nell’arco di una settimana”.

L’ora della diretta… una scelta mirata?

Sabato 21 Marzo alle ore 22:30, in una delle fasce orarie di punta del traffico sui social, il Premier Conte annuncia con un post l’imminente inizio di una diretta per parlare agli italiani.

Dunque, a parte l’urgenza del dover comunicare e l’immediatezza dello strumento social, è forse stato l’orario un’altra determinante per scegliere come mezzo di comunicazione la diretta Facebook?

Vista l’ora e sfruttando la maggiore possibilità di condivisione virtuale, Conte ha forse così deciso di “lanciare il sasso” sulla piattaforma di Zuckerberg per aumentare il propagarsi dell’”onda” di risonanza.

Nato con l’obiettivo di essere una vera “piazza” sociale, un non luogo in cui riunirsi, informarsi e scambiarsi informazioni, Facebook, ai tempi del #restateacasa, è diventato l’unico “vero” palcoscenico di una vita reale reclusa e compromessa.

Tutti sui social, nelle modalità e con l’emotività dei social e… con i tempi del social.

Anche la politica.